La Torre Monalda e la sua storia
Non si conosce la data di costruzione precisa della Torre dei Monaldi, né la data di creazione di una consorteria eventuale che vi sarebbe collegata. Si sa in compenso che l'essenziale della struttura della zona, « case-corti » e « case-torri », data dei secoli XII e XIII, subito prima e subito dopo l’estensione muraria del 1178. Ma le torri esistevano già prima nel settore : la chiesa denominata « San Miniato fra le torri », oggi scomparsa, è già citata come tale nel 1046, e si trovava ad alcune decine di metri a nord-est della Torre Monalda. Nel settore del Ponte Vecchio, le torri più antiche sono citate tra il 1165 ed il 1180, quelle di piazza Santa Trinita sono attestate a partire dalla metà del XIII secolo, ma i loro proprietari, gli Spini, hanno beni in questo settore della città dalla metà del XII secolo. Difficile saperne di più sulle date della Torre Monalda.
Nel medioevo il quartiere contava un gran numero di torri. Si situavano lungo la via Tornabuoni attuale, e sulla piazza Santa Trinita (sette torri in tutto), tra la via delle Terme e l’Arno (sette torri ancora), e lungo la via di Por Santa Maria (sei torri). Le misure al suolo della torre Monalda (cinque metri su sei circa, un po' più di un metro di spessore delle pareti alla sua base) corrispondono perfettamente a quelle delle torri nelle vicinanze.
Si sa per altro che l'edificio attorno alla torre apparteneva ad Angelo e Guido Scali, e che, per successione, era giunto nel 1369 a Costanza del Mula Soldanieri, coniuge di Neri di Lapo. La prima menzione dell'albergo di Porta Rossa (già Locanda del Cammello), scritta da Francesco Datini nel 1386, lo fa corrispondere all'Hotel Porta Rossa attuale. In quella lettera, però, come nell'atto di successione, non si parla della torre Monalda. Sembra tuttavia molto probabile che vi sia stata inclusa. In ogni caso, i Monaldi sono proprietari della torre durante la fine del medioevo fiorentino, che ne mantiene il nome, oltre all'appellativo di "Rognosa", probabilmente dovuto al suo resistere alle ingiunzioni di abbassarne l'altezza.
Ne sono ancora proprietari quando, nel 1477, Bartolomeo Bartolini riacquista una parte della Torre a Francesco Monaldi, così come riacquista anche poco a poco tutta la zona attorno alla torre, e lancia poi Baccio d’Agnolo in una grande ristrutturazione dell'insieme. Ma già dal 1555, palazzo e torre passano di mano, e vanno alla famiglia Dati, e quindi, nel 1559, alla famiglia Torrigiani, i cui discendenti ne conservano ancora oggi la proprietà. Le ristrutturazioni della fine del XIX secolo, e dell'inizio del XX, per adattare meglio l'edificio ad uso d'hotel, non hanno quasi toccato la torre stessa.
La pianta a fianco mostra alcune caratteristiche architettoniche della
torre. Si vedono apparire, in rosso, le sue pareti, più spesse di quelle del
resto del palazzo (un metro di larghezza al primo piano). L'apertura verso
via Porta Rossa, al primo piano, apre su degli sporti, che fuoriescono di più di
un metro sulla via, e sono caratteristici della facciata del palazzo. Trucco
architettonico di Baccio d’Agnolo, permettono di nascondere il dislivello
fra piani ed aperture della torre, e piani ed aperture del resto della facciata
e del palazzo. Al primo ed al terzo piano della Torre, anche se la differenza è scarsa, è stato
necessario lo stesso aggiungere alcuni scalini. In compenso il livello del
suolo è stato conservato, e quello del secondo piano modificato solo
di qualche centimetro. La torre viene integrata negli spazi interni dei tre
piani del palazzo, ed è accessibile dai livelli che la fiancheggiano.
Le aperture, necessariamente più strette per conservare la solidità dell'edificio
originale, aprono su quelle degli sporti, ampi e regolari. Solo nei suoi
ultimi tre piani la torre conserva la sua autonomia architettonica. Le
aperture in
questa parte alta restano laterali, e molto ridotte. La galleria di finestre
poi aggiunta all'ultimo piano permette invece di ammirare il paesaggio
intorno.
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| Montaggio a partire da G.Balzanetti, Firenze ieri, oggi e domani, in Giampaolo Trotta (dir.), Gli antichi chiassi trà Ponte Vecchio e Santa Trinita, Messaggerie Toscane, 1992. | Taglio attuale del palazzo Bartolini, con la Torre Monalda. Fonte : Hôtel Porta Rossa |


